ANNO 2007…dopo di che….
L'amministrazione comunale, istituisce, ad insaputa dei cittadini, un parco che si chiama "Parco Regionale del Medio fortore" racimolando un fondo di spesa di circa quarantamila euro presso la Regione Puglia.
Sul bollettino Ufficiale n. 28 dell' 11/02/2010 della Regione Puglia, è stato ufficialmente pubblicato l'Istituzione del Parco del medio fortore con i relativi vincoli imposti dalla legge regionale.
ANNO 2010…il Parco diventa Orfano….
Ricordando agli amministratori regionali e comunali che, con la sottoscrizione di una petizione popolare, oltre 1.500 cittadini “hanno manifestato la loro assoluta contrarietà alle modalità seguite per l’istituzione del Parco del Medio”
Che cos’è un parco?
un parco è un’area protetta, con dei confini definiti e delle regole specifiche che definiscono quanto si può fare al suo interno. i parchi sono sempre in zone di particolare bellezza, ricche di storia e tradizioni e che proprio per questo sono tutelate.
A che servono i parchi?
la loro funzione è quella di tutelare l’archeologia, la storia, la cultura, il paesaggio, la fauna e la flora, le foreste, i fiumi, i laghi, il mare, le coste e tutto quello che rappresenta il legame dell’uomo con il suo territorio. i parchi sono promotori di un nuovo modello economico, basato sul mantenimento ed il riuso, sulla sostenibilità, sulla qualità della vita; per questo promuovono una riconversione dell’economia dei loro territori.
Quali sono i limiti di terreno vincolati nella provincia o regione?
Così come ha avuto modo di sottolineare, nei diversi interventi, già la sola enorme estensione 2700 ettari circa su 9500 ettari circa, ben oltre il 25%, del territorio soggetto a protezione, in dispregio a quanto previsto dalla L.N. 157/92 e L.R. 33/97, rende il progetto non fattibile!
vantaggi:
- fondi pubblici ( vi sono risorse finanziarie in via prioritaria per i parchi ); - le aziende agricole ricadenti all’interno di parchi, inoltre godono di una riserva del 30% dei finanziamenti concessi dall’u.e. per produzioni agricole ecocompatibili;
i cospicui finanziamenti del fondo europeo di sviluppo regionale 2007-2013 (circa 3000 miliardi di euro).
- ai comuni ed alle province il cui territorio è compreso, in tutto o in parte, entro i confini di un parco nazionale, e a quelli il cui territorio è compreso, in tutto o in parte, entro i confini di un parco naturale regionale è, nell'ordine, attribuita priorità nella concessione di finanziamenti statali e regionali richiesti per la realizzazione, sul territorio compreso entro i confini del parco stesso, dei seguenti interventi, impianti ed opere previsti nel piano per il parco:
a) restauro dei centri storici ed edifici di particolare valore storico e culturale;
b) recupero dei nuclei abitati rurali;
c) opere igieniche ed idropotabili e di risanamento dell'acqua, dell'aria e del suolo;
d) opere di conservazione e di restauro ambientale del territorio, ivi comprese le attività agricole e forestali;
e) attività culturali nei campi di interesse del parco;
f) agriturismo;
g) attività sportive compatibili;
h) strutture per la utilizzazione di fonti energetiche a basso impatto ambientale quali il metano e altri gas combustibili nonché interventi volti a favorire l'uso di energie rinnovabili.
svantaggi: - imposizione di ulteriori vincoli sul territorio quali:
divieti generali ,sono vietati su tutto il territorio del parco le seguenti attività:
a) la cattura, l’uccisione, il danneggiamento e il disturbo delle specie animali, ad eccezione di quanto eseguito per fini di ricerca e di studio previa autorizzazione dell’ente parco. sono comunque consentiti prelievi faunistici ed abbattimenti selettivi, necessari per ricomporre squilibri ecologici accertati dall’ente parco, sulla base di appositi piani di intervento approvati dall’ente stesso;
b) la raccolta e il danneggiamento della flora spontanea ad eccezione di quanto eseguito per fini di ricerca e di studio previa autorizzazione dell’ente parco. sono consentiti, anche in attuazione dell’art. 6, comma 1, lettera b), della legge 23 agosto 1993, n. 352, il pascolo e la raccolta di funghi e di altri prodotti della vegetazione spontanea, nel rispetto delle vigenti normative, degli usi civici e delle consuetudini locali;
c) l’introduzione in ambiente naturale non recintato di specie e popolazioni estranee alla flora e alla fauna autoctona;
d) il prelievo di materiali di rilevante interesse geologico e paleontologico, ad eccezione di quello eseguito, per fini di ricerca e di studio, previa autorizzazione dell’ente parco;
e) l’apertura e l’esercizio di cave, miniere e discariche, nonché l’asportazione di minerali; la prosecuzione fino ad esaurimento delle autorizzazioni dell’attività di cave, miniere e discariche in esercizio e regolarmente autorizzate, è condizionata al rispetto di specifici piani di coltivazione, dismissione e recupero autorizzati dall’ente parco;
f) la realizzazione di opere e di impianti tecnologici che alterino la morfologia del suolo e del paesaggio e gli equilibri ecologici, salvo quanto disposto dall’articolo 8, comma 1, lettera b);
g) l’introduzione, da parte di privati, di armi, esplosivi o di qualsiasi mezzo di distruzione o di cattura se non autorizzata, fatto salvo quanto previsto dall’art. 21, comma 1, lettera g), della legge 11 febbraio 1992, n. 157;
h) il campeggio al di fuori delle aree destinate a tale scopo e appositamente attrezzate; è consentito il campeggio temporaneo appositamente autorizzato in base alla normativa vigente;
i) il sorvolo non autorizzato dalle competenti autorità, secondo quanto espressamente regolamentato dalle leggi sulla disciplina del volo;
j) il transito dei mezzi motorizzati fuori dalle strade statali, provinciali, comunali, vicinali e dalle piste forestali gravate da servizi di pubblico passaggio, e privato, fatta eccezione per i mezzi di servizio e per quelli accessori alle attività agro-silvo-pastorali;
k) la costruzione nelle zone agricole di qualsiasi tipo di recinzione, ad eccezione di quelle necessarie alla sicurezza delle costruzioni, degli impianti tecnologici e di quelle accessorie alle attività agro-silvo-pastorali, purché realizzate secondo tipologie e materiali tradizionali, e delle delimitazioni temporanee a protezione delle attività zootecniche;
l) lo svolgimento di attività pubblicitarie al di fuori dei centri urbani, non autorizzate dall’ente parco;
m) il danneggiamento e il taglio dei boschi, degli alberi isolati e della macchia mediterranea, ad eccezione degli interventi strettamente necessari alla prevenzione degli incendi e ad eccezione di quanto stabilito dall’art. 6 comma 1, lettera c);
n) la demolizione, il danneggiamento, l’asportazione di parti e l’alterazione tipologica dei manufatti rurali appartenenti alla tradizione storica locale.
Alla luce dei vantaggi/svantaggi gravanti sul territorio comunale l' istituzione del parco potrà aprire veramente la possibilità di grandi opportunità?
Per quanto attiene l’aspetto occupazionale, molte, troppe volte in passato si sono sprecate le promesse di tanti posti di lavoro, l’esplosione del turismo e notorietà dei luoghi con notevole beneficio di tutti gli abitanti e dell’economia locale. Nulla di tutto ciò si è mai verificato in nessuno dei parchi esistenti da decenni.
Condividiamo pienamente la necessità occupazionale per i nostri giovani, ma il dovere c’impone di esaminare realisticamente i costi e benefici dell’Operazione Parco. I soli benefici ottenuti dalla creazione di tutti questi istituti, che dovrebbero avere finalità di tutela e salvaguardia,
sono stati quelli di garantire emolumenti ad una cerchia ristretta di persone, non certo dei luoghi;
costi altissimi, purtroppo, si sono rivelati gli innumerevoli divieti e prescrizioni che, di fatto, hanno mummificato il territorio, erodendo ancora di più quel poco di economia che attualmente rimane.
Manovra finanziaria del Governo dimezza d’un solo colpo il contributo statale all’insieme dei parchi nazionali portandolo da 50 milioni di euro a 25 milioni.
Inoltre il previsto taglio dei finanziamenti alle Regioni finirà per incidere pesantemente sull’insieme delle aree protette e in particolare sui parchi regionali.
Così nell’anno internazionale della biodiversità, mentre il Ministro dell’Ambiente sottolinea ufficialmente il ruolo fondamentale che i parchi svolgono per la tutela della biodiversità, il Governo, di cui quel Ministro fa parte, li paralizza, anzi li strangola: con un finanziamento ordinario medio di appena un milione di euro a testa i parchi nazionali non potranno far fronte alle spese obbligatorie, neanche a quelle per il personale, e sarà loro precluso l’accesso alle risorse aggiuntive e in particolare ai fondi comunitari. La volontà sembra quella di eliminare chi strenuamente difende e sostiene la natura e il territorio.